Dalla Danimarca alla Cina, occhi puntati sui cambi fissi sparsi nel mondo

24 febbraio Articoli

Dopo il terremoto valutario del 15 gennaio, quando la Banca nazionale svizzera improvvisamente ha abbandonato il vincolo con l’euro, i riflettori si sono accesi sugli ancoraggi valutari di tutto il mondo. In Europa, lo sforzo si è concentrato sulla ricerca di parallelismi con il franco svizzero, con due valute che hanno ricevuto la maggior attenzione: la corona danese (DKK) e la corona ceca (CZK). L’ancoraggio della corona danese con l’euro ha raggiunto una pressione tale da costringere la Denmark’s Nationalbanken (Banca Centrale) a tre tagli dei tassi in poche settimane, ino a -0,50%, e alla vendita di un ammontare stimato di 100 miliardi di corone danesi (13 miliardi di euro, circa il 5% del PIL della Danimarca) in un intervento sul mercato reale di gennaio.

Ma la Danimarca non è la Svizzera e la corona danese è una moneta poco negoziata e che non ha la tradizione di valuta rifugio. Inoltre, i danesi hanno enormi fondi previdenziali in altre valute e combatteranno con le unghie e con i denti per conservare il loro valore attraverso l’euro e al loro primo partner commerciale, la Germania. READ MORE

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